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Informazioni generali

 

Informazioni generali

 Pubblicazioni di matrimonio

In Italia la celebrazione del matrimonio deve essere preceduta dalle pubblicazioni eseguite a cura di un ufficiale dello stato civile.

Il tempo di validità delle pubblicazione è di sei mesi dalla data di eseguite pubblicazioni.
Potrete quindi sposarvi a partire dal 14° giorno ed entro il 180° giorno successivo alla pubblicazione.

Se gli interessati non possono presentarsi di persona per richiedere le pubblicazioni, possono  comunque incaricare una terza persona utilizzando una procura speciale redatta su carta semplice e munita della copia dei  documenti di identità che, naturalmente, devono essere validi.
Se non si è cittadini dell’Unione Europea e non si risiede in Italia, la  firma dovrà essere autenticata.
Nel caso di cittadini  italiani residenti all’estero e che desiderano sposarsi in Italia, essi devono richiedere le pubblicazioni di matrimonio alla Rappresentanza diplomatica o Consolare italiana dove si risulta iscritti. 

La Rappresentanza consolare, una volta eseguite le pubblicazioni, delega alla celebrazione il Comune italiano che è stato indicato (art. 109 del Codice Civile)

 

 

 

Attribuzione del cognome

La questione della attribuzione del cognome è questione complessa in cui entrano in gioco le legislazioni nazionali, il diritto internazionale privato e la cittadinanza dei genitori. La legislazione svizzera e quella italiana non sono peraltro coincidenti.

In generale:

  • per la normativa svizzera (art. 270 cc) i figli nati da coppie unite in matrimonio assumono il cognome coniugale, che può essere quello del padre o della madre, o quello che decidono di dare ai figli se non scelgono il cognome coniugale. In Italia, la regola è quella dell’attribuzione del cognome paterno;
  • in Svizzera (art. 270 a cc), per i figli nati da coppie non unite in matrimonio, se l'autorità parentale spetta a un solo genitore, il figlio ne assume il cognome da nubile o da celibe. Se l'autorità parentale è esercitata congiuntamente, i genitori stabiliscono se il figlio porterà il cognome da nubile della madre o il cognome da celibe del padre. Se l'autorità parentale congiunta è istituita dopo la nascita del primo figlio, entro un anno dalla sua istituzione i genitori possono dichiarare all'ufficiale dello stato civile che il figlio porterà il cognome da nubile o da celibe dell'altro genitore. Se l'autorità parentale non spetta ad alcuno dei genitori, il figlio assume il cognome da nubile della madre.
    Per l’Italia (art. 262 cc), il figlio nato da coppie non unite in matrimonio assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto. Se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori il figlio assume il cognome del padre. Se la filiazione nei confronti del padre è stata accertata o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte della madre, il figlio naturale può assumere il cognome del padre aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre. Nel caso di minore età del figlio, il giudice decide circa l'assunzione del cognome del padre.

Il Consolato Generale trasmette ai Comuni in Italia gli atti di nascita così come sono stati formati presso le Autorità locali. Nel caso di figli nati da coppie non sposate, questo ufficio consolare chiederà ai genitori, al momento della formalizzazione dell’atto di riconoscimento, di esprimere la propria volontà sul cognome del figlio.
La trascrizione degli atti è tuttavia competenza dell’Ufficiale di stato civile del Comune italiano, che interesserà - nei casi previsti - il Tribunale per i Minorenni.


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